La domanda nasce per caso: chi è e che ruolo ha (ammesso che ne debba avere uno), l'artista contemporaneo? È forse uno spregiudicato provocatore? un ostinato incantatore? un arguto commerciante?...In molti casi è tutte queste cose. Nella ricerca ossessiva del consenso si arriva al paradosso del dissenso. Ogni artista che si "rispetti" trova un suo stile, una sua definizione, un'algebra di stilemi propri per sentirsi unico ed inimitabile...anche se qualcuno ha enunciato che tutto è già stato detto e fatto, l'artista continua nella ricerca di qualcosa che non troverà, come l'alchimista alla ricerca della pietra filosofale. La fame di fama e l'ansia di successo e denaro, in molti casi, spinge l'artista contemporaneo a seguire le orme di calciatori, veline e di un mondo alieno ed alienante in cui le cose si fanno per denaro e non per vocazione. Quanti calciatori smetterebbero subito l'arte del pallone se guadagnassero come un insegnate della scuola pubblica o un infermiere Senza nulla togliere a queste ultime due nobilissime professioni. Anche molti artisti noti seguono questo tipo di inclinazione e l'arte è lo specchio di questo costume. La mia domanda è questa: si diventa artisti per fare soldi oppure si fanno i soldi perché si è artisti?
Matteo Lama e la pittura Metacosmica da lui ideata. [Painting Metacosmic created by Matteo Lama.]
venerdì 9 ottobre 2009
L'artista contemporaneo.
La domanda nasce per caso: chi è e che ruolo ha (ammesso che ne debba avere uno), l'artista contemporaneo? È forse uno spregiudicato provocatore? un ostinato incantatore? un arguto commerciante?...In molti casi è tutte queste cose. Nella ricerca ossessiva del consenso si arriva al paradosso del dissenso. Ogni artista che si "rispetti" trova un suo stile, una sua definizione, un'algebra di stilemi propri per sentirsi unico ed inimitabile...anche se qualcuno ha enunciato che tutto è già stato detto e fatto, l'artista continua nella ricerca di qualcosa che non troverà, come l'alchimista alla ricerca della pietra filosofale. La fame di fama e l'ansia di successo e denaro, in molti casi, spinge l'artista contemporaneo a seguire le orme di calciatori, veline e di un mondo alieno ed alienante in cui le cose si fanno per denaro e non per vocazione. Quanti calciatori smetterebbero subito l'arte del pallone se guadagnassero come un insegnate della scuola pubblica o un infermiere Senza nulla togliere a queste ultime due nobilissime professioni. Anche molti artisti noti seguono questo tipo di inclinazione e l'arte è lo specchio di questo costume. La mia domanda è questa: si diventa artisti per fare soldi oppure si fanno i soldi perché si è artisti?
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