sabato 3 dicembre 2011

AL CHIAR DI LUNE

Le due lune in un firmamento azzurro, riflettono la loro luce in un mare che fa sognare tempi mitici, classici e romantici. La visione totale si perde e disperde in un mondo onirico che fa intravvedere immagini e personaggi che non sono configurati, ma che la mente dell’osservatore pone o può porre laddove il chiaroscuro è più marcato. In questo dipinto l’artista trasporta l’attento fruitore in una dimensione metacosmica e trascendente che fa presupporre l’esistenza di un Creatore che ha dotato l’universo di armonia musicale dantesca ed equilibrio astrologico. Indiretto è il riferimento a Paul Debussy che, tramite il suo componimento musicale, sembra ispirare il nostro pittore conducendolo per sentieri immaginifici e metaforici.

I colori azzurri sono piuttosto oscuri, ma sottendono il mistero del cosmo, cioè una realtà ancora da scoprire e ci ricordano alcuni canti leopardiani che decantano appunto la luna, la sorella luna del Poverello d’Assisi. Le due lune sono piuttosto surrealistiche ed attestano l’estetica di Matteo Lama che emerge dal suo recente libro “La pittura metacosmica”, in cui ogni poesia è degnamente illustrata da un dipinto di rara esecuzione.

Anche nel dipinto “Sarcofago: mistero della resurrezione” (cm 70x50, olio su tela, 1997) osserviamo la presenza di due lune, di proporzioni e grandezze differenti. Qui, però, vi mancano le cariatidi e la colonna greca che sono presenti nel quadro “Al chiar di lune” a cui esse impongono un senso di cromatismo classico. Infatti, i colori del dipinto “Sarcofago…” sono più chiari e sfumati. “Due lune possibili all'orizzonte / appaiono appese / al cielo senza tempo…/ In un’aria sospesa / il mistero è già compiuto”.

Direttore del Ponte Italo-Americano
Verona, New Jersey, USA.

giovedì 6 ottobre 2011

La Libertà è un bene universale...

La Libertà è un bene universale...bisogna riflettere..NON diamola mai per scontata.

Vi propongo questo articolo che molti "Potenti", dittatori, arroganti dovrebbero stamparsi nella testa.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

lunedì 28 febbraio 2011

È uscito il libro LA PITTURA METACOSMICA

Cari amici, è appena uscito in questi giorni il mio libro dal titolo "La pittura Metacosmica", nel quale spiego ad analizzo il percorso (a volte difficile), che mi ha portato a dipingere questi quadri.

Se volete acquistare il libro on-line cliccate Questi links sottostanti:
Dettagli sul libro:

Questi scritti non sono da considerarsi come un trattato di pittura, non vanno quindi interpretati e letti come una guida tecnica sul come dipingere.

La pittura è anche madre (Dio ad esempio in molte religioni non è solo padre ma anche madre), generatrice, come la madre terra la quale, dopo un periodo di gestazione, "dà alla luce" tutti i suoi frutti; similmente la pittura Metacosmica è madre, che genera dopo una gestazione che può durare anni. Essa non è solo rappresentazione, ma è anche creazione.

Il pittore Metacosmico è un filosofo alla continua ricerca del sapere e della conoscenza intesa come consapevolezza, acquisizione di uno stato di pensiero reso manifesto nei suoi lavori.

Il pittore è anche un moderno alchimista in grado di trasformare la materia-colore arrivando ad essere partecipe della creazione.

Questo tipo di alchimia va intesa come consapevolezza ed evoluzione, come passaggio da uno stato ad un altro: i pigmenti e l'olio passano da uno stato ad un altro.

L'uomo è considerato non solo come il risultato di una creazione dal "fango", ma anche come energia, luce, colori ed iride splendente.

Un quadro eseguito in una certa maniera, attiva non solo dei centri nervosi, psichici, del piacere, ma anche energetici, in sostanza le forme ed i colori hanno una carica energetica.

La pittura diventa mezzo per l'acquisizione di una nuova prospettiva del mondo e del cosmo.

Lo scritto si può suddividere in tre parti essenziali interdipendenti:

1) L'aspetto filosofico-alchemico della pittura Metacosmica: la sua genesi fino al suo compimento sulla tela, analizzando anche il ruolo dell'artista.

2) Viene espressa attraverso delle liriche, l'essenza e l'intima natura della pittura Metacosmica, travalicando ogni elemento della rappresentazione.

3) L'ultima parte è caratterizzata dalle poesie che introducono i quadri metacosmici: ogni poesia è l'evocazione, l'invocazione e il preludio all'opera.

mercoledì 24 novembre 2010

Dove osa la pittura Metacosmica

"Tramonto: Dove osa l'Uomo Metacosmico", anno 1997, olio su tela.
Ecco un'altra opera alla quale sono molto affezionato, anche perché è stata una della primissime tele metacosmiche che ho dipinto: l'opera è molto scarna: si sviluppa in un paesaggio quasi desertico, in primo piano vi è un rudere-porta con due "cariatidi" (che simboleggiano il femminile ed il maschile), separati da questo arco-luce. Nel cielo si sviluppa un planetario inconsueto. tutto è immerso in una polvere cosmica di luce contrapposta alle ombre dei primi piani. Il viaggio della conoscenza è appena iniziato.

giovedì 18 novembre 2010

IL PITTORE

In questa società dove tutto cambia e niente muta davvero, mi rendo conto di come a questo mondo esistano pochi audaci pittori. In primo luogo io mi ritengo un pittore e NON un artista: artista è un termine troppo generico, non vuol dire nulla, infatti un artista non fa nulla. Io dipingo e mi confronto con quelli che usano dei pennelli su dei supporti quali la tela, la tavola, l'intonaco, ecc.

Il grave errore storico è quello di considerare i pittori del passato, solo come dei "fotografi documentaristi" e sostenere che con l'avvento della fotografia il pittore abbia perso il "faro" (l'imitazione della natura) e si è dato ad altro. Questo è un errore da dilettante della storia dell'arte: farò pochi ma esaustivi esempi: il primo fra tutti è il Giudizio universale di Michelangelo: solo col pennello e l'ingegno si poteva fare, il giudizio non è mera imitazione o rappresentazione ma una trasfigurazione dello stesso pittore Michelangelo: il suo gesto ripetitivo del pennello sulla superficie imprime (quasi come una veronica), lo stesso autore trasfigurato nell'intero affresco. Il pittore è tutto questo, l'artista non potrà mai arrivare a tanto solo con il concetto. L'atto stesso di creare o ricreare forme imprimendogli colore è creazione. Il pittore come lo scultore crea, non è un creativo fine a se stesso che si autocelebra, ma crea trasformando la materia-colore in qualcosa concernente al divino. Oggi quelli definiti artisti fanno tutto tranne creare: assemblano oggetti, fanno installazioni con pietre, stracci, mucche, maiali, uomini nudi, impacchettano grattaceli, espongono cadaveri, fantocci impiccati, palle colorate, cessi, ecc., oppure quando cercano di dipingere non hanno neppure lontanamente compreso le mescolanze, i vari gradi di velatura o di materia atti a creare un'opera d'arte. Poi hanno completamente perso il concetto di composizione: il pittore come il musicista compone, crea armonie e disarmonie, mette le pause fra una nota/colore e l'altra. Rispetta dei codici per poter arrivare alla creazione.

Oggi con la scusa della provocazione si fa tutto male e oscenamente brutto, squallido.

Il secondo esempio possono essere senz'altro gli autoritratti di Rembrandt, nei quali la pittura-materia diventa pelle, capelli, velluti, vibrando e comunicando all'osservatore qualcosa che va oltre la rappresentazione: non vi è solo un volto dipinto ma la sua trasfigurazione.

Il terzo esempio, ma non ultimo è dato dalla grande strada percorsa da Giorgio De Chirico il quale attingendo alla pittura del quattrocento e primo cinquecento (Vedi Paolo Uccello, Piero della Francesca, Vittore Carpaccio, ecc.) ha ideato la Pittura Metafisica, influenzando poi tanti altri pittori quali René Magritte, Salvador Dalí, Carlo Carrà, e tanti altri che non menziono.
De Chirico ha saputo reinventare la pittura, riproponendola in una chiave moderna, egli ha sempre usato le tele ed i pennelli ed ha influenzato quasi tutto il novecento, dimostrando che la pittura non è morta con l'avvento della fotografia, anzi ha potuto rendere visibile meglio la sua essenza, svincolandosi dalla mimesi delle cose visibili.



lunedì 11 ottobre 2010

La Cultura è importante…

Mi rendo sempre più conto, con il passare degli anni, di quanto sia basilare la Cultura intesa come maturata consapevolezza dell'importanza dell'esercizio manual-intellettuale: il sapere inteso come conoscenza dei meccanismi sottesi alla Natura uniti ad una buona manualità, fanno parte di ciò che io intendo per Cultura. Mi accorgo molto spesso che l'unica abilità "intellettuale" riscontrabile in molti miei simili è solo quella di guadagnare una barca di soldi, accumulare beni, avere successo, fama, potere...dimenticandosi che queste cose hanno un "costo" molto grande in termini di impoverimento della sensibilità o della Cultura. Il potere coincide raramente con la Cultura e quando, in apparenza, sembra farle la corte è solo per sottometterla al suo volere. Se paradossalmente potessimo eliminare come elemento fondante della nostra società il denaro, ci accorgeremo di quanto sia povera la nostra umanità. La povertà non è da intendersi come mancanza esclusiva di beni, ma mancanza di elementi essenziali che facciano evolvere l'individuo in tutte le sue espressioni. Analizzando la situazione con questa lente d'ingrandimento mi accorgo di quanto poveri e miseri siamo.